L'alba della IX legislatura

Scongiurata la deriva sovranista interna alle istituzioni europee, emerge comunque un panorama fortemente critico per le due forze politiche che hanno conquistato il maggior numero di seggi in Parlamento. L'EPP (Partito Popolare Europeo) e l'S&D (l'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici), ottenuti 329 seggi, non avranno infatti la maggioranza necessaria, tornando ad un disequilibrio che non si ravvisava dal 1979. L'ipotesi eventuale è che si realizzi un'alleanza con il gruppo dell'ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa) o dei Verdi, il cui numero di seggi ottenuti basterebbe a superare la soglia dei 376 scranni.

Le criticità aumentano se a queste ragioni si aggiunge la controtendenza registratata in diverse nazioni d'Europa che certifica una vittoria dell'estrema destra: la Lega in Italia, le Rassemblement National in Francia, il Brexit Party nel Regno Unito e la Nuova Alleanza Fiamminga in Belgio si attestano (fra gli altri) come primo partito a queste ultime elezioni. Questo dato porta ad interrogarsi su quale margine di influenza avranno quattro, tra i sei stati fondatori, in sede europea. E, nel caso specifico italiano, se il dirigente del partito leghista, Salvini, riuscirà ad imporre la politica ''Prima l'Italia'' nonostante non goda di una maggioranza nel Parlamento europeo.

Così, mentre ci si appresta a comprendere quale linea strategica convenga adottare in Europa,  per  venerdì si attende l'arrivo di una lettera dalla Commissione UE con lo scopo di ottenere chiarimenti sui ‘fattori rilevanti’ che hanno portato all’aumento del debito pubblico italiano.

L'ultimo e unico dato incoraggiante in questa giornata post-elettorale si rinvede nel più alto tasso di affluenza alle urne degli ultimi 20 anni (+50%), con aumenti record in Germania, Francia e Spagna, a dimostrazione del fatto che i cittadini si sentano, oggi più che mai, protagonisti del futuro europeo.